義理 Giri: Il Vincolo Invisibile del Dovere Giapponese
Il rituale scambio dei biglietti da visita, 名刺交換 (meishi kōkan) è un attimo di puro Giri.
Se nell'ultimo articolo ho parlato dei concetti di Uchi/Soto, descrivendoli come una "mappa" per navigare nella società giapponese, oggi proverò ad esplorare una delle forze più potenti che ne governa i movimenti: il 義理 (Giri).
Giri (attenzione: si pronuncia "ghiri", come gli animaletti dormiglioni 😜) è una parola quasi intraducibile, che fluttua tra i concetti di "dovere", "obbligazione sociale", "onore" e "debito di gratitudine". Possiamo immaginarlo come il cemento morale che tiene insieme le relazioni, garantendo l'ordine e il rispetto del Wa (和). Ma è anche un concetto più complesso, un vincolo invisibile che può trasformarsi in un fardello pesante, fonte di alcuni dei conflitti più drammatici della letteratura e del cinema giapponese.
Analisi dei kanji
Per iniziare a dipanare la matassa, osserviamo più da vicino i caratteri che compongono la parola:
・義 (Gi): questo kanji simboleggia la giustizia, la rettitudine, la correttezza morale. È la componente etica del dovere. Agire secondo il Gi significa fare la cosa giusta secondo i codici non scritti della società.
・理 (Ri): questo kanji indica la ragione, il principio, la logica intrinseca delle cose. È la componente razionale del dovere.
In sostanza: il Giri (義理) non è un'obbligazione cieca, ma un "principio di rettitudine", la "logica della giustizia" che governa le interazioni. È un dovere che si adempie perché è la cosa corretta e logica da fare per mantenere il proprio onore e il proprio posto nel mondo.
Il cuore del concetto: un debito da onorare
Fondamentalmente, il Giri è un debito sociale che si contrae ogni volta che si riceve un favore. Per capire questo, dobbiamo introdurre un altro concetto cruciale: 恩 (on). L'On rappresenta il favore in sé, la cui concessione genera un debito di gratitudine che non può mai essere dimenticato. Si riceve un On dai propri genitori (per averci dato la vita), da un insegnante, da un superiore, da chiunque ci aiuti. Il Giri dunque è l'obbligazione morale, che dura tutta la vita, di ripagare e onorare questo On.
L'antropologa americana Ruth Benedict, nel suo fondamentale saggio "Il Crisantemo e la Spada" (1946), fu una delle prime a descrivere questo concetto agli occidentali. Scrisse che, a differenza di un debito puramente finanziario, "il debito del Giri non può mai essere completamente ripagato [...] Il mondo dei doveri Giri è un mondo in cui tutti gli obblighi sono meticolosamente misurati e tenuti a mente".
Manifestazioni pratiche: il Giri nella vita di tutti i giorni
・義理チョコ (giri choco): forse è l'esempio più famoso. È il "cioccolato d'obbligo" che le impiegate regalano a San Valentino ai colleghi maschi e ai superiori. Non è un gesto d'affetto – quello è riservato allo 本命チョコ (honmei choco) – ma un puro atto di Giri per mantenere buoni rapporti lavorativi.
・Regali stagionali: le usanze dell'お中元 (ochūgen) a metà anno e dell'お歳暮 (oseibo) a fine anno sono manifestazioni di Giri. Sono regali che si scambiano con clienti, fornitori, medici o superiori per ringraziarli del supporto ricevuto e "oliare" la relazione per il futuro.
・Partecipazione a eventi: sentirsi in dovere di partecipare al matrimonio di un collega o al funerale del parente di un capo, anche controvoglia, è Giri. Significa adempiere al proprio ruolo sociale e mostrare il dovuto rispetto.
La drammatizzazione: Giri nell'arte
È nel conflitto che il Giri rivela la sua potenza narrativa. La drammaturgia giapponese è dominata dallo scontro titanico tra 義理 (giri) e 人情 (ninjō): il Dovere Sociale contro i Sentimenti Umani. La lealtà contro l'amore. L'obbligo contro il desiderio.
・Nel cinema: il genere Yakuza (仁侠映画, ninkyō eiga) è l'arena di questo scontro. L'attore Ken Takakura è diventato un'icona interpretando l'eroe stoico, perennemente diviso tra il Giri verso il suo clan e il Ninjō verso una donna o un amico. Anche nei film di samurai (時代劇, jidaigeki), il Giri è il motore della tragedia. Un capolavoro assoluto che esplora questo tema è "Harakiri" (切腹, Seppuku, 1962) di Masaki Kobayashi, dove un rōnin sfida l'ipocrisia del codice d'onore di un clan.
・Nella letteratura: il racconto epico nazionale per eccellenza è il 忠臣蔵 (Chūshingura), la storia dei 47 Rōnin. È la narrazione archetipica del Giri assoluto: un gruppo di samurai, dopo la morte ingiusta del loro signore, pianifica per anni e sacrifica tutto (famiglie, onore personale, la vita stessa) per adempiere al loro dovere di vendetta e lealtà.
Implicazioni psicologiche: il peso del dovere
Per un giapponese, il Giri può essere percepito come 重い (omoi), "pesante". È un fardello che può limitare la libertà individuale e generare un forte stress interiore. In anni recenti, specialmente tra i giovani, c'è sicuramente una maggiore attenzione ai sentimenti individuali, ma ciò malgrado il Giri rimane un potente sottofondo culturale che influenza ancora le scelte, soprattutto in ambito lavorativo, familiare e formale.
La sua importanza per chi studia giapponese
Per noi studenti di giapponese, la comprensione del Giri significa fare un importante salto di qualità nella propria competenza interculturale. Ci permette di decodificare una vasta gamma di comportamenti sociali che altrimenti apparirebbero strani, innaturali o puramente formali, capendo il "perché" dietro a un regalo, a un invito o a un'azione, e ci fa entrare "in sintonia" con il modo di pensare giapponese.
E tu cosa ne pensi? Riconosci il Giri nel comportamento dei personaggi di qualche film o anime che hai visto? Lo applicheresti anche alla tua vita?
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