歳時記 Saijiki: Il Tempo della Natura e le Stagioni Segrete del Giappone
Nel nostro percorso attraverso la cultura giapponese, abbiamo esplorato la società, la spiritualità e la psiche. Ora, per capire come queste si manifestano nella vita di tutti i giorni, dobbiamo partire dal fondamento di tutto: il tempo. Non il tempo dell'orologio, ma quello della natura. Noi occidentali siamo abituati a pensare all'anno come a un ciclo di quattro stagioni. In Giappone, questa percezione è infinitamente più sottile, una sensibilità quasi microscopica per ogni minimo cambiamento, codificata in un vero e proprio "almanacco dell'anima".
La parola chiave: Saijiki
Una parola che può farci entrare e guidarci nella "sensibilità del tempo" è 歳時記 (saijiki).
・歳 (sai): anno, età.
・時 (ji): tempo, ora, stagione.
・記 (ki): cronaca, annotazione.
Un saijiki è una "cronaca dei tempi dell'anno": nello specifico, è un almanacco che elenca le 季語 (kigo), le "parole di stagione" usate nella poesia haiku. Ma è molto più di un dizionario per poeti: è la testimonianza di una cultura che ha fatto dell'osservazione della natura un'arte e una filosofia di vita.
Il grande libro della natura: le 72 firme del tempo
Il Saijiki si basa su un antico calendario di origine cinese, che suddivide l'anno in modo incredibilmente dettagliato. Prima ci sono le nijūshi sekki (二十四節気), i 24 termini solari (es. "Equinozio di primavera", "Solstizio d'inverno"). Ma la vera magia sta nel passo successivo: ognuna di queste 24 stagioni è ulteriormente suddivisa in tre kō (候), per un totale di shichijūni kō (七十二候), 72 micro-stagioni della durata di circa cinque giorni ciascuna.
Questi non sono nomi astratti, ma descrizioni poetiche e precise di eventi naturali. Sono le "firme" che la natura appone sul calendario. Diamo un'occhiata ad alcuni esempi, raggruppati per le nostre quattro stagioni, per capire la loro bellezza:
🌸 In Primavera (春, haru):
・Uguisu naku (鶯鳴): "L'usignolo giapponese canta" (metà febbraio).
・Sakura hajimete hiraku (桜始開): "I fiori di ciliegio iniziano ad aprirsi" (fine marzo).
・Niji hajimete arawaru (虹始見): "Appare il primo arcobaleno" (inizio aprile).
☀️ In Estate (夏, natsu):
・Hotaru tobikau (蛍飛交): "Le lucciole danzano nell'aria" (metà giugno).
・Hasu hajimete hiraku (蓮始開): "I fiori di loto iniziano a sbocciare" (metà luglio).
・Taiu tokidoki furu (大雨時行): "A volte cadono grandi piogge" (inizio agosto).
🍁 In Autunno (秋, aki):
・Mushi kakurete to o fusagu (蟄虫坏戸): "Gli insetti si nascondono sottoterra e chiudono l'entrata" (metà ottobre).
・Momiji ya tsuta kibamu (楓蔦黄): "Le foglie d'acero e l'edera ingialliscono" (inizio novembre).
・Kita kaze konoha o harau (朔風払葉): "Il vento del nord spazza via le foglie" (fine novembre).
❄️ In Inverno (冬, fuyu):
・Sake no uo mure agaru (鮭魚群): "I salmoni risalgono i fiumi in branco" (metà dicembre).
・Sawamizu kōri tsumeru (沢水腹堅): "L'acqua delle paludi ghiaccia densamente" (inizio gennaio).
・Niwatori hajimete toya ni tsuku (雞始乳): "Le galline iniziano a deporre le uova" (fine gennaio).
Questa sensibilità, nata in una società agricola che doveva vivere in simbiosi con la terra, sopravvive oggi e permea l'intera cultura, definendo il senso del bello e il ritmo della vita.
La cultura e le stagioni
🔹 Nella cucina (旬, shun)
La cucina giapponese è ossessionata dal concetto di 旬 (shun), il picco di perfezione di un ingrediente. Non si mangia solo "pesce di stagione", si mangia quel pesce in quella precisa settimana in cui il suo sapore è al massimo. Un piatto servito fuori shun è considerato quasi un'offesa al buon gusto. Ogni micro-stagione ha il suo shun, che si tratti di un pesce, di un germoglio di bambù o di un tipo di agrume. Questo legame indissolubile tra tempo e cibo sarà il cuore di un ciclo di articoli che pubblicherò a breve...
🔹 Nell'arte e nella poesia (季語, kigo)
Come accennato, ogni haiku deve contenere un 季語 (kigo), una "parola di stagione", che colloca immediatamente la poesia in un preciso momento dell'anno e ne evoca l'atmosfera. La parola "rana" (蛙, kawazu) significa primavera, "cicala" (蝉, semi) significa estate. Questa estetica si riflette ovunque: nelle decorazioni, nei motivi dei kimono, nella forma dei dolci (和菓子, wagashi) che cambiano di mese in mese.
🔹 Nella vita sociale e rituale
Questo calendario detta il ritmo delle celebrazioni comunitarie. I festival (祭り, matsuri), di cui parlerò nel prossimo post, sono quasi sempre legati a un momento stagionale preciso: ci sono i matsuri per pregare per la semina del riso in primavera (御田植祭, Otaue Matsuri) e quelli per ringraziare del raccolto in autunno (新嘗祭, Niinamesai). L'osservazione dei fiori di ciliegio (花見, hanami) non è un semplice picnic, ma un rito collettivo che celebra la bellezza effimera di una precisa micro-stagione.
Letture: haiku che dialogano col Saijiki
Matsuo Bashō (松尾芭蕉, 1644–1694) – Edo
古池や 蛙飛び込む 水の音
Furuike ya / kawazu tobikomu / mizu no oto
"Vecchio stagno – una rana si tuffa – suono d’acqua."
Kigo: 蛙 kawazu ("rana", primavera nel saijiki). Il kigo colloca l’istante all’inizio della primavera e attiva un’intera costellazione stagionale di suoni umidi, disgelo e vita che riparte.
Yosa Buson (与謝蕪村, 1716–1784) – Edo
春の海 ひねもすのたり のたりかな
Haru no umi / hinemosu notari / notari kana
"Mare di primavera – tutto il giorno ondeggia – ondeggia."
Kigo: 春の海 haru no umi ("mare di primavera", primavera). Una voce saijiki classica che evoca luce morbida, aria salmastra e lentezza.
Chiyo-ni (千代女, 1703–1775) – Edo
朝顔に 釣瓶取られて もらい水
Asagao ni / tsurube torarete / moraimizu
"La campanula ha preso il secchio del pozzo – chiedo acqua al vicino."
Kigo: 朝顔 asagao ("campanula", estate). Il fiore estivo, registrato nei saijiki, diventa micro-scena domestica che racconta stagione, vicinato e grazia ironica.
Masaoka Shiki (正岡子規, 1867–1902) – Meiji
柿くへば 鐘が鳴るなり 法隆寺
Kaki kueba / kane ga naru nari / Hōryū-ji
"Mangio un cachi – una campana risuona – Hōryū-ji."
Kigo: 柿 kaki ("cachi", autunno). Frutto autunnale per eccellenza nel saijiki: gusto, suono e luogo fissano l’ora dell’anno con nitidezza impressionista. Hōryū-ji (法隆寺) è un tempio buddhista di Nara, fondato nel VII secolo e Patrimonio UNESCO, celebre per conservare alcune delle più antiche architetture lignee al mondo.
Come si usa un saijiki oggi: mini-guida pratica
Ora tocca a te! Vuoi provare a scrivere un vero haiku? In Occidente, siamo abituati a pensare che la regola principale sia solo una: la conta delle sillabe nel formato 5-7-5. Ma questa è solo metà della storia, e forse nemmeno la metà più importante.
Un haiku tradizionale (teikei haiku, 定型俳句) si basa su due pilastri inscindibili:
La struttura fonetica di 17 sillabe (on, 音), suddivise in tre versi da 5, 7 e 5 sillabe.
L'inclusione obbligatoria di un kigo (季語), una "parola di stagione", che collochi il componimento in un preciso momento dell'anno.
Ed è qui che entra in gioco il saijiki: è lo strumento indispensabile per rispettare questa seconda, fondamentale regola, spesso ignorata dagli "haiku" occidentali. Certo, anche in Giappone esistono poeti moderni che hanno volutamente infranto queste regole, scrivendo haiku senza kigo (無季俳句, muki haiku) o addirittura in versi completamente liberi (自由律俳句, jiyūritsu haiku), ma per comprendere il cuore della tradizione, il kigo è l'anima del componimento.
Il saijiki non è solo un elenco di parole: è una bussola per sintonizzare il nostro orecchio sul tempo della natura. In pratica, ti aiuta a scegliere un kidai (季題, tema stagionale) e il kigo (季語, parola di stagione) più adatti al momento e al luogo in cui scrivi. Le sue voci non sono definizioni astratte, ma micro-scene piene di odori, luci e suoni: leggile come indizi per impostare l'atmosfera e le immagini del tuo componimento.
Ecco una mini-guida essenziale per usare il saijiki oggi senza inciampare in errori o cliché.
scegli un kidai (季題, tema stagionale) coerente con il luogo e il momento in cui ti trovi;
seleziona un kigo (季語, parola di stagione) preciso dal tuo saijiki e leggine le note d’uso;
resta su un solo fuoco stagionale nel testo (evita di mescolare stagioni diverse).
Ecco un piccolo glossario, il tuo personale saijiki tascabile, per iniziare!
Primavera (春, haru)
・桜 (sakura) - fiori di ciliegio: emblema della fioritura effimera e dei raduni hanami.
・鶯 (uguisu) - usignolo giapponese: il suo primo canto annuncia la primavera.
・春雨 (harusame) - pioggia primaverile: pioggia fine e gentile che vela i colori nuovi.
・菜の花 (nanohana) - fiori di colza: distese gialle nei campi e lungo i fiumi.
・花見 (hanami) - osservazione dei fiori: il rito collettivo che celebra la fioritura.
Estate (夏, natsu)
・梅雨 (tsuyu) - stagione delle piogge: l'umidità persistente e quasi opprimente di inizio estate.
・蝉 (semi) - cicale: il loro frinire assordante è il suono stesso del calore che vibra nell’aria.
・蛍 (hotaru) - lucciole: i bagliori magici nelle notti umide, su risaie e corsi d’acqua.
・打ち水 (uchimizu) - spruzzare acqua a terra: il gesto antico per rinfrescare cortili e strade dalla calura.
・西瓜 (suika) - anguria: il refrigerio estivo per eccellenza, spesso legato al gioco di romperla all'aperto.
Autunno (秋, aki)
・萩 (hagi) - lespedeza: un arbusto dai piccoli fiori delicati, emblema malinconico dell'inizio d’autunno.
・薄 (susuki) - miscanthus (erba pampas): le sue pannocchie argentee che ondeggiano nei campi al vento.
・月見 (tsukimi) - contemplazione della luna: i riti e le offerte alla luna piena d'autunno, la più luminosa dell'anno.
・柿 (kaki) - cachi: il frutto dolce e polposo, simbolo della maturazione autunnale.
・栗 (kuri) - castagne: la raccolta, la brace, i sapori caldi della montagna.
Inverno (冬, fuyu)
・雪 (yuki) - neve: il silenzio, il candore, il peso sui tetti e sui rami.
・霙 (mizore) - nevischio: la transizione fredda e umida tra la pioggia e la neve.
・炬燵 (kotatsu) - tavolino riscaldato: il simbolo dell'intimità domestica e del rifugio contro il gelo.
・初詣 (hatsumōde) - prima visita al santuario: la folla devota, i fumi dell'incenso e gli amuleti del nuovo anno.
・鏡餅 (kagami mochi) - torta di riso di Capodanno: l'offerta rituale e l'auspicio di prosperità posto sull'altare domestico.
(Nota: i kigo possono variare per regione e per saijiki; le loro finestre temporali oscillano di qualche giorno secondo l’anno e il clima.)
Quaderni di viaggio: fonti e paesaggi da esplorare
Questa profonda connessione tra cultura e stagioni è un tema centrale negli studi sul Giappone.
🔎 Fonti critiche: lo studioso Haruo Shirane, nel suo libro fondamentale "Japan and the Culture of the Four Seasons", sostiene che la "cultura delle quattro stagioni" non sia solo un dato climatico, ma un vero e proprio sistema ideologico e culturale che ha plasmato l'identità nazionale. Anche Donald Keene, nel suo capolavoro "Seeds in the Heart", analizza come la sensibilità stagionale sia l'asse portante di tutta la poesia classica.
📚 Letteratura: il modo migliore per "sentire" questa sensibilità è leggere la poesia haiku (俳句) dei maestri come Bashō e Buson. Un'altra opera fondamentale è "Note del guanciale" (枕草子, Makura no Sōshi) di Sei Shōnagon, un diario dell'XI secolo che si apre con una celebre e meravigliosa descrizione delle quattro stagioni.
🎥 Cinema e Animazione: i film di Yasujirō Ozu sono intrisi di questa sensibilità (Tarda primavera, Inizio d'estate). Il cinema di Hirokazu Kore-eda (in particolare "Our Little Sister", 2015) segue la vita di quattro sorelle scandendo la narrazione attraverso i cambiamenti delle stagioni. L'anime 蟲師 (Mushishi) è forse l'esempio perfetto: ogni episodio è legato a un fenomeno naturale unico, un vero e proprio saijiki animato.
Conclusione
La percezione giapponese del tempo non è una linea retta, ma un cerchio finemente cesellato, in cui ogni minimo cambiamento è degno di nota e celebrazione. Questa profonda sintonia con i cicli della natura è la tela su cui viene dipinta l'intera vita comunitaria.
Ma questa percezione come viene trasformata dalla comunità in celebrazione collettiva? Nel prossimo articolo cercherò di entrare nel vivo di queste celebrazioni, esplorando il mondo colorato ed eccitante dei Matsuri.
E tu cosa ne pensi? Ti affascina questa idea di un tempo scandito in modo così poetico? Se dovessi dare un nome alla "micro-stagione" che stai vivendo, quale sarebbe?
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