職人 Shokunin: L'Artigiano e la Ricerca della Perfezione

Oggi tentiamo di unire la filosofia della "Via" (, 道) e la disciplina della "Forma" (Kata, 型), per giungere all'incarnazione umana di questi principi. Non parlerò di un concetto, ma di una persona, o forse di un ideale: lo 職人 (Shokunin), l'artigiano.

Lo shokunin non è un semplice "lavoratore abile" o un "esperto". È il custode di una tradizione, il portatore di una responsabilità spirituale e sociale, la figura che ha elevato il proprio mestiere a vera e propria arte di vivere.

La parola: la persona del lavoro

Partiamo come sempre dalla parola 職人 (shokunin):

  • 職 (shoku): significa "lavoro", "professione", "impiego".

  • 人 (nin/hito): significa "persona".

Letteralmente, "persona del lavoro", ma la semplicità della composizione cela un'attitudine e una filosofia di vita che vanno oltre la mera definizione professionale.

Il cuore del concetto: oltre la maestria tecnica

Essere uno shokunin in Giappone significa molto più che essere "bravo" nel proprio lavoro. È una disposizione di vita basata su principi che trascendono la professione stessa e toccano la sfera dell'etica e dello spirito.

  • L'eterna ricerca della perfezione: per lo shokunin, la perfezione non è una meta da raggiungere, ma un processo infinito, un ideale a cui tendere ogni singolo giorno. Non è mai soddisfatto del proprio lavoro, crede sempre di poter migliorare, anche solo di un'infinitesima percentuale. La gioia non è nel risultato finale, ma nel percorso incessante di perfezionamento.

  • La responsabilità sociale: un punto cruciale. Lo shokunin non lavora solo per sé stesso o per il guadagno. Ha un profondo senso del dovere (義理, giri) verso la comunità: quello di fornire un prodotto o un servizio della massima qualità possibile, contribuendo così al benessere e alla bellezza della società che lo circonda. Il suo lavoro deve essere una fonte di onore.

  • La connessione con i materiali: uno shokunin sviluppa un rapporto quasi animista con i suoi materiali. Non tenta di dominarli, ma ne ascolta la "voce", ne comprende i limiti, ne esalta il potenziale. È un dialogo rispettoso e profondo con la materia prima.

  • L'umiltà della pratica: non c'è arroganza nella ricerca della perfezione. Lo shokunin trova significato e orgoglio nella routine, nel gesto ripetuto migliaia di volte (稽古, keiko), nel gaman (我慢, perseveranza) necessario per raggiungere l'eccellenza, anche nei compiti più umili.

  • La sintesi perfetta: in definitiva, lo shokunin è la manifestazione vivente dei concetti che abbiamo esplorato. Il suo lavoro è la sua , la "Via" che percorre, praticata attraverso la disciplina dei Kata, le "Forme", e che diventa la sua più profonda fonte di Ikigai (ragione d'essere).

Lo spirito dell'artigiano

Questa filosofia genera un tipo di carattere specifico, quasi un archetipo, noto come Shokunin-katagi (職人気質), il "temperamento dell'artigiano". Questo temperamento si manifesta in una persona incredibilmente orgogliosa della qualità impeccabile del proprio lavoro, ma umile come individuo. È ostinato, un purista che non accetta compromessi sulla qualità, spesso più interessato all'integrità del suo mestiere e al rispetto dei suoi standard che al guadagno economico o alla fama personale. La sua vita è dedicata all'arte che pratica.

Fonti e prospettive filosofiche: l'arte del popolo

Questo ideale, sebbene antico, è stato celebrato e teorizzato da importanti pensatori, che ne hanno riconosciuto il profondo valore spirituale e sociale.

La figura chiave in questo contesto è il filosofo e critico d'arte Yanagi Sōetsu (柳 宗悦), fondatore negli anni '20 del movimento Mingei (民芸), che significa letteralmente "arte del popolo". Nel suo testo cardine, "The Unknown Craftsman" (Kodansha), Yanagi Sōetsu ha celebrato la bellezza intrinseca degli oggetti di uso comune, funzionali, spesso anonimi, creati con maestria da artigiani sconosciuti. Sosteneva che la vera bellezza non si trova solo nelle opere d'arte "firmate" ed esposte nei musei, ma negli oggetti onesti, creati con un cuore puro (心, kokoro) per uno scopo pratico. È l'apoteosi filosofica dell'ideale dello shokunin: un'arte che è integrata nella vita quotidiana e che serve la gente con dignità e bellezza.

Parole cugine

Per capire dove si colloca lo shokunin nel panorama culturale giapponese, vale la pena introdurre tre parole "cugine".

  • 匠 (takumi): letteralmente "mastro", "maestro artigiano". È il termine che indica l'eccellenza tecnica portata al rango di modello professionale e morale.

  • ものづくり (monozukuri): letteralmente "fare le cose", oggi indica l'etica industriale giapponese della manifattura ben fatta, la cura del processo, il miglioramento continuo, l'orgoglio professionale. È l'applicazione dello spirito shokunin alla produzione moderna.

  • 人間国宝 (ningen kokuhō): i "Tesori Nazionali Viventi", i maestri riconosciuti dallo Stato come depositari di Importanti Beni Culturali Immateriali (arti tradizionali, tecniche di alto artigianato). È il riconoscimento istituzionale massimo di un percorso shokunin.

Per incontrare lo Shokunin

Il modo migliore per capire la mentalità dello shokunin è vederlo all'opera, attraverso documentari e opere d'arte che ne catturano la straordinaria dedizione, esplorando diverse discipline.

Documentari

  • "Jiro Dreams of Sushi" (2011): è il ritratto definitivo e più famoso al mondo di uno shokunin. Il film segue Jiro Ono, un maestro di sushi di 85 anni, e la sua incessante ricerca della perfezione, mostrando come ogni gesto, ogni ingrediente, sia trattato con una devozione quasi religiosa, nonostante la sua fama mondiale.

  • "Tsukiji Wonderland" (2016): questo documentario sul famoso mercato del pesce di Tsukiji offre uno sguardo profondo sugli shokunin che lavorano dietro le quinte - i pescivendoli che conoscono ogni varietà di pesce, i maestri che affilano i coltelli da sushi con una precisione millimetrica, e tutti coloro che, con la loro dedizione, sostengono l'intera catena culinaria di Tōkyō.

  • "The God of Ramen" (2013, di Takashi Innami): tredici anni accanto a Kazuo Yamagishi, proprietario del ristorante di ramen Taishōken. La dedizione, la sofferenza fisica, la trasmissione agli allievi: un memento sull'etica del mestiere oltre la gloria.

Cinema

- "Kakekomi" (駆込み女と駆出し男, Kakekomi Onna to Kakedashi Otoko, 2015): ambientato nel Periodo Edo, questo film storico è ricco di personaggi che sono shokunin nel loro mestiere (un intagliatore di sigilli, una tintora di tessuti), mostrando come la loro dedizione al lavoro sia intrinsecamente legata alla loro integrità personale e al loro ruolo nella società.

Saggistica

  • "Il libro dell'Ikigai: Vivi felice con il metodo giapponese" di Hector Garcia e Francesc Miralles: sebbene non incentrato esclusivamente sullo shokunin, e sebbene rappresenti una "pop-semplificazione occidentale", molti degli esempi di ikigai che questo bestseller contemporaneo  presenta sono incarnati da shokunin che hanno trovato scopo e gioia nel loro lavoro quotidiano, diventando un tutt'uno con la loro arte.

  • "Craftland Japan" (Irwin Wong, Gestalten, 2020): viaggio fotografico nelle botteghe, tra laccatori, tessitori, miyadaiku (carpentieri di santuari/templi), col loro lessico tecnico e i ritmi di lavoro.

Conclusione

Il viaggio inizia scegliendo una "Via" (), prosegue attraverso la disciplina della "Forma" (Kata), e trova la sua massima espressione umana nell'"Artigiano" (Shokunin).

Lo shokunin ci presenta un ideale universale: quello in cui il lavoro non è fatica alienante, ma un percorso per dare un senso profondo alla propria vita, un contributo tangibile alla società e, in definitiva, un modo per "lucidare" e perfezionare la propria anima.

E voi cosa ne pensate? C'è un mestiere o un'attività che ammirate particolarmente e in cui riconoscete lo spirito dello shokunin?


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型 Kata: La Forma Giapponese. Obbedire, rompere, trascendere