敬語 Keigo: L'Architettura del Rispetto nella Lingua Giapponese
Oggi darò il via a un breve ciclo di articoli sulla Lingua Giapponese, e la prima fermata è un argomento che è al tempo stesso croce e delizia di ogni studente di giapponese, ma anche la chiave di volta per capire la cultura del paese: il 敬語 (keigo).
Spesso liquidato come una semplice "forma di cortesia", il Keigo è in realtà molto di più. È il "sistema operativo" della comunicazione giapponese, un'architettura linguistica complessa e sofisticata che permette di definire, confermare e navigare costantemente le relazioni sociali. È lo strumento con cui si mettono in pratica i concetti di Uchi-Soto e Sempai-Kōhai, rendendo la lingua stessa un riflesso della mappa sociale.
La parola: Il "Linguaggio del Rispetto"
Vediamo da vicino il termine:
・敬 (kei) significa "rispetto", "riverenza", "venerazione".
・語 (go) significa "lingua", "parola", "discorso".
Il Keigo è, letteralmente, il "linguaggio del rispetto".
A cosa serve il Keigo? La funzione sociale
Prima di tuffarci nelle regole, capiamo il "perché" della sua esistenza. Il Keigo non serve solo a essere "educati", ma è uno strumento che modella attivamente le relazioni umane.
・Definisce la gerarchia e la distanza: è questa la sua funzione principale. Il Keigo indica chiaramente chi è il superiore (目上, meue) e chi è l'inferiore (目下, meshita) in una data interazione, e se l'interlocutore appartiene al proprio gruppo (内, uchi) o al mondo esterno (外, soto).
・Mostra professionalità e competenza: usare il Keigo correttamente è un segno di maturità sociale (社会人として, shakaijin toshite). Non saperlo usare in un contesto lavorativo è considerato un grave handicap, sintomo di immaturità o incompetenza.
・Crea intimità (attraverso la sua assenza): paradossalmente, il Keigo definisce anche l'intimità. Il passaggio da un linguaggio formale a uno informale (タメ口, tameguchi, anche detto タメ語, tamego) tra due persone è un chiaro segnale che la loro relazione sta diventando più stretta e che il confine Soto si sta trasformando in Uchi.
I Tre pilastri del Keigo: Le forme del rispetto
Il Keigo può sembrare un labirinto, ma si basa su tre pilastri, tre diverse strategie linguistiche per "posizionare" sé stessi e gli altri nella mappa sociale.
・Sonkeigo (尊敬語) - Il Linguaggio Onorifico: è la strategia dell'"innalzamento". Si usa per parlare delle azioni o dello stato di una persona di status superiore (un capo, un cliente), innalzando e onorando la sua persona. Si usano verbi, prefissi e suffissi speciali. Per esempio, il verbo "mangiare", taberu (食べる), diventa il nobilissimo meshiagaru (召し上がる).
・Kenjōgo (謙譲語) - Il Linguaggio Umile: è la strategia dell'"abbassamento". Si usa per parlare delle proprie azioni o di quelle del proprio gruppo Uchi a una persona di status superiore. Abbassando sé stessi, si innalza per contrasto l'interlocutore. Per esempio, il verbo "andare", iku (行く), diventa l'umile mairu (参る).
・Teineigo (丁寧語) - Il Linguaggio Cortese: è la strategia della "formalità neutra". È la forma cortese standard, basata sulle desinenze -masu (ます) e -desu (です), che non dipende necessariamente da una gerarchia ma dal grado di formalità del contesto. È il primo tipo di Keigo che ogni studente impara.
Dal 2007 le linee guida ufficiali Keigo no Shishin distinguono ben cinque categorie: 尊敬語 (sonkeigo), 謙譲語Ⅰ (kenjōgo I), 謙譲語Ⅱ=丁重語 (kenjōgo II/teichōgo), 丁寧語 (teineigo) e 美化語 (bikago). La tripartizione usata sopra resta comunque una semplificazione didattica molto comune.
Keigo in azione: un esempio pratico
Vediamo come funzionano queste tre forme in un semplice scambio lavorativo tra il dipendente Tanaka (田中) e il suo capo, il direttore Yamada (山田部長, Yamada-buchō).
・Tanaka si rivolge al suo direttore per chiedere se ha visionato un documento. Parlando del direttore (una persona superiore), deve usare il Sonkeigo:
「部長、この資料をご覧になりましたか?」
Buchō, kono shiryō o goran ni narimashita ka?
(Direttore, Lei ha visto [lett. "onorevolmente visto"] questo documento?)
・Il direttore risponde in modo cortese, ma senza usare forme particolari per sé stesso. Usa il Teineigo:
「はい、読みました。」
Hai, yomimashita.
(Sì, l'ho letto.)
・Tanaka, per descrivere una sua azione futura rivolta al direttore, deve "abbassare" sé stesso usando il Kenjōgo:
「では、後ほど新しい報告書をお持ちします。」
Dewa, nochi hodo atarashii hōkokusho o omochi shimasu.
(Allora, più tardi Le porterò [lett. "umilmente porterò"] il nuovo report).
Questo breve scambio ci mostra come il Keigo sia una danza continua di innalzamento e abbassamento per mantenere il corretto equilibrio sociale.
Radici antiche ed evoluzione moderna
Il Keigo non è un'invenzione statica, ma un sistema linguistico che si è evoluto per oltre 1300 anni, adattandosi ai cambiamenti della società giapponese.
・Le radici sacre (Periodo Nara, VIII sec.): le prime forme di linguaggio onorifico le troviamo nei testi più antichi, come il Kojiki e il Man'yōshū. Qui il Keigo era un linguaggio di venerazione, usato principalmente per marcare la distanza tra gli uomini e le entità sacre: i kami e l'Imperatore. Già qui compaiono strategie di rispetto oggi riconoscibili: verbi/ausiliari onorifici come 給ふ (tamau, “concedere/onorare” usato anche come ausiliare), e umili come 申す (mōsu, “dire umilmente”), 参る (mairu, “andare/venire umilmente”), 奉る (tatematsuru, “offrire umilmente”). Era un Keigo più semplice di quello attuale, ma stabilì un principio fondamentale: il linguaggio deve riflettere lo status.
・La fioritura aristocratica (Periodo Heian, 794-1185): è nella raffinatissima corte di Heian che il Keigo esplode in tutta la sua complessità. Diventa lo strumento indispensabile per navigare le intricate gerarchie dell'aristocrazia. Qui si codifica la distinzione tra Sonkeigo (per innalzare l'altro) e Kenjōgo (per abbassare sé stessi), trasformandosi in un'arte sottile di posizionamento sociale.
・L'evoluzione nell'Era dei Samurai e nel periodo Edo (1185-1868): con l'ascesa della classe guerriera, il Keigo si adatta di nuovo. La distinzione si sposta dalla nobiltà di sangue alla relazione di potere e lealtà tra signore e vassallo: diventa un linguaggio più "verticale". Nel pacifico periodo Edo, questo sistema si solidifica e si diffonde anche alla classe borghese dei mercanti (町人, chōnin), che sviluppano forme di Teineigo per gestire le loro relazioni commerciali.
・La standardizzazione Meiji e il Keigo oggi: con la Restaurazione Meiji (1868) e la necessità di creare una lingua nazionale standard (標準語, hyōjungo), il Keigo viene semplificato e standardizzato per essere insegnato nelle scuole di tutto il Paese. E ancor oggi l'evoluzione continua: per esempio, la nascita di forme semplificate come il baito keigo (バイト敬語), il "keigo del lavoro part-time", spesso considerato "scorretto" dai puristi. La tendenza generale è verso una semplificazione, ma il Keigo corretto, specialmente in ambito lavorativo (ビジネス敬語, bijinesu keigo), rimane una competenza assolutamente essenziale e un pilastro della comunicazione.
Fonti, approfondimenti e consigli di visione
Il Keigo è un sistema complesso, ma fortunatamente esistono ottime risorse per approfondirlo e vederlo in azione.
・Fonti critiche: gli studi sulla "Teoria della Cortesia" (Politeness Theory) dei linguisti Penelope Brown e Stephen Levinson, pur essendo un modello occidentale, forniscono un quadro accademico eccellente per capire il Keigo. Descrivono il Keigo come una delle strategie più elaborate al mondo per gestire la "faccia" (face) e le relazioni sociali, mostrando come le strategie di "innalzamento" e "abbassamento" siano meccanismi universali, anche se in Giappone raggiungono un livello di codifica grammaticale unico.
・Consigli di visione: qualsiasi dorama o anime ambientato in un ufficio è una vera e propria lezione vivente di Keigo. Un esempio brillante, anche se in chiave satirica, è Aggretsuko (アグレッシブ烈子, 2018), disponibile su Netflix. La protagonista, Retsuko, una giovane impiegata, deve costantemente usare un Keigo impeccabile con i suoi superiori, anche quando vorrebbe solo urlare. Questo contrasto tra il suo Tatemae linguistico e il suo Honne (che sfoga cantando death metal al karaoke) è una rappresentazione esilarante e molto realistica delle pressioni sociali legate all'uso del Keigo.
Conclusione
Il Keigo è molto più di un insieme di regole grammaticali: in pratica è la sociologia giapponese trasformata in lingua. È la manifestazione verbale del Wa, dell'Uchi-Soto e della struttura gerarchica della società. Impararlo non significa solo studiare delle coniugazioni o dei nuovi verbi, ma acquisire una nuova sensibilità, imparare a "vedere" la mappa sociale invisibile che governa ogni interazione. È una sfida, certo, ma una volta padroneggiato, permette non solo di parlare correttamente, ma di agire correttamente in Giappone.
Dopo aver esplorato l'architettura rigida, formale e quasi matematica del Keigo, nel prossimo articolo proveremo a tuffarci nell'aspetto più libero, istintivo, sonoro e colorato della lingua giapponese: il mondo meravigliosamente creativo delle Onomatopee.
E tu cosa ne pensi? L'idea del Keigo ti spaventa o ti affascina? Quale aspetto di questo "linguaggio del rispetto" trovi più interessante?
Se vuoi scoprire altri aspetti della cultura e della lingua giapponese, il nostro corso di giapponese online è la scelta perfetta. Inizia il tuo viaggio con una lezione di prova completamente gratuita. Vuoi saperne di più? Leggi la nostra FAQ!